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Oggettivazione del corpo femminile

L’oggettivazione del corpo femminile è il prodotto di una società in cui tutto è merce, e in quanto merce diventa utile alla soddisfazione dei bisogni. Anche i corpi delle donne e degli uomini tendono ad assolvere a questo scopo.

I corpi diventano oggetti, diventano cose, e in molti casi il loro scopo si banalizza. Oggetti sessuali appunto, mercificati e trasformati in arsenale pubblicitarioI media ci riempiono di messaggi oggettivanti, come foto o video, in cui i corpi sono usati per risvegliare l’attenzione del consumatore. Perché per pubblicizzare un profumo si usano quasi sempre donne con corpi sexy e attraenti?

Ma nessuno si pone queste domande perché l’oggettivazione del corpo femminile è entrata a far parte del senso comune. Come un cancro all’interno della società.

Oggettivazione del corpo femminile: quando le persone diventano cose

Le persone passano dall’essere soggetti al diventare oggetti. Diventano un mezzo per soddisfare sessualmente l’altro.

Molti di quelli che leggeranno questo articolo non si sentiranno responsabili. Ci si considera consapevolmente innocenti. Il punto è rendersi conto che esistono dei comportamenti considerati ormai “normali” che in realtà alimentano una struttura che continua a danneggiare milioni di donne.

Se vi è capitato di considerare le donne poco autonome perché magari non le ritenete capaci di fare qualcosa, se le considerate estranee ad alcune vostre attività, se le considerate sostituibili, allora siete responsabili. Se avete violato il loro confine pensando che lei non ne abbia, allora siete responsabili. Infine, se la considerate di vostra proprietà, allora siete responsabili.

Processi mentali che inducono all'oggettivazione del corpo femminile

Esistono alcuni processi mentali intrinseci nella mente delle persone che le predispone alla oggettivazione del corpo femminile.

Ad esempio è scientificamente dimostrato che la mente fa meno fatica a riconoscere gli oggetti rispetto alle persone. Sono stati fatti esperimenti facendo vedere a uomini, per una piccola frazione di secondo, alcune donne in costume e altre vestito in modo completo, e si è visto che le donne in costume venivano riconosciute più facilmente.

Possiamo riconoscere una persona guardano solo una parte sessuale del suo corpo senza guardare il corpo interno. Abbiamo anche la tendenza a scambiare donne diverse che si avvicinano allo standard di bellezza dominante, ci sembrano praticamente la stessa persona.

Carcere Panopticon

Cause esterne

Oltre alla nostra predisposizione interna, anche il contesto non aiuta. In contesti in cui sono presenti poche donne, è più semplice che ci sia oggettivazione sessuale. Per non parlare della cultura machista basata sulla dominanza e l’essere bombardati da contenuti percepiti come sessualizzati.

Conseguenze cognitive

Questo porta a considerare le donne come oggetti e quindi meno umane. Quelle che risvegliano la sessualità vengono percepite poco sincere, meschine, poco affidabili, meno competenti e intelligenti. Se subiscono un’ingiustizia, come uno stupro, essa viene sminuita… anzi, si tende a dire che se l’è cercata! La donna viene sminuita della propria personalità, viene identificata come un corpo, o addirittura si riduce a un pezzo di esso.

Auto-oggettivazione

Ciò che è peggio è che le donne stesse vengono portate ad alimentare la loro oggettivazione, spesso senza rendersene conto. Nelle culture patriarcali, il reiterare azioni e sguardi oggettivanti sulle donne, le porta a percepire se stesse come oggettivate, per cui imparano ad apprezzarsi solo in funzione del loro aspetto fisico e sex appeal, dimenticandosi di essere persone. L’influenza esterna che subiscono viene interiorizzata, entrando a far parte dei loro vincoli morali che le guidano nelle loro azioni quotidiane. Smettono di conoscersi in quanto essere, concentrandosi soprattutto sull’apparire. Si confrontano costantemente con i canoni esterni. Si sentono apprezzate solo se riescono a suscitare giudizi positivi negli sguardi oggettivanti. Così si dimenticano di sé stesse.

Conseguenze individuali dell'oggettivazione del corpo femminile

Ciò che gli resta è convivere al meglio nella loro prigione ricorrendo alla chirurgia plastica. Paradossalmente si sentono libere ricostruendo il proprio corpo così da poter sfuggire alla vergogna.

Per loro diventa più importante creare piacere al partner che alimentare il proprio, quindi cadono nell’insoddisfazione sessuale. Le loro prestazioni fisiche e intellettuali risulteranno ridotte, perché spendono molta energia per sorvegliarsi in quanto oggetti. Insomma cambia la prospettiva con cui guardano a sé stesse: ci si guarda più dall’esterno che dall’interno. Inoltre la vergogna e le emozioni negative che si trovano a gestire spengono il loro fuoco creativo e propositivo, quindi si ritirano dalla scena sociale e preferiscono non emergere per le loro vere capacità.

Panopticon Foucault

Perché le donne alimentano l'oggettivazione del corpo femminile

Purtroppo alcune donne in questa condizione paradossalmente si sentono più sicure a rimanerci piuttosto che fare qualcosa per uscirne, non rendendosi conto che la loro libertà è limitata. Diventano quindi complici nel confermare e perpetuare la gerarchia sociale. Per cui tenderanno a giustificare il sistema dicendo che il mondo in cui vivono alla fine è giusto e non non ne sentono il peso. Come disse Rosa Luxemburg:

“Chi non si muove, non si rende conto delle proprie catene”.
Giornata contro la violenza sulle donne

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