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Il governo

Qual è la vera funzione del governo?

Il corpo politico, cioè l’unione dei cittadini sotto il patto sociale, esprime la propria volontà mediante gli atti di sovranitàGli atti di sovranità sono appunto le leggi, che il corpo sovrano emana e che devono essere applicate in modo eguale per ogni singolo cittadino.

L’applicazione della legge presuppone che ci sia una sorta di atto fisico. Per capirci meglio, ogni azione libera che l’individuo è portato a realizzare si compone di due elementi: una morale, che rappresenta la nostra volontà, ed una fisica, e cioè l’esecuzione pratica di quella azione.

Il governo - Episodio 4 "Il contratto sociale" di J.J. Rousseau

Governo: potere esecutivo

Se estendiamo questo concetto al corpo politico, si può dire che la volontà è determinata dagli atti di sovranità. Tale volontà quindi rappresenta il potere legislativoL’atto pratico dell’esecuzione delle leggi, che rappresenta quindi la volontà fisica del corpo politico, è affidato al potere esecutivo.

Deve esistere quindi un corpo intermedio che crei una correlazione tra il corpo sovrano, cioè quello che fa le leggi, e i sudditi, cioè quelli che le leggi le devono rispettare. Ricordo che corpo sovrano e sudditi sono la stessa cosa, ma nel primo caso rappresenta la funzione attiva mentre nel secondo la funzione passiva.

Il corpo intermedio è allora il governo.

Una questione di equilibrio

Qui si deve fare molta attenzione. I governatori, ossia i ministri, appartengono al corpo sovrano e ricevono da esso un incarico, un mandatoQuesto vuol dire che si crea una correlazione tra corpo sovrano, governo e sudditi.

Il corpo sovrano impartisce ordini al governo. Ciò significa che le leggi devono essere sempre fatte dal corpo sovrano e vengono trasmesse al governoIl governo traduce tali leggi in atti esecutivi, cioè deve fare semplicemente in modo che i sudditi rispettino tali leggi.

Affinché ci sia equilibrio nello Stato, deve sempre esistere un equilibrio di potere tra corpo sovrano sul governo e tra governo sui sudditi. Ed è chiaro che per ogni Stato tale equilibrio è definito in modo diverso. Questo vuol dire che il corpo sovrano non deve governare, che il governo non deve emanare leggi e che i sudditi non devono disobbedireSe tale equilibrio viene perturbato, lo Stato può dissolversi cadendo nel dispotismo o nell’anarchia.

Il caso italiano

A questo punto mi sembra il caso di fare un esempio concreto riprendendo quella che è l’attuale realtà. Senza andare troppo lontano, consideriamo il caso italiano. A riguardo ho notato che esiste una confusione generale su tutti i livelli per quanto riguarda il corpo sovrano, i governatori e i sudditi italiani.

Abbiamo detto che il corpo sovrano fa le leggi, quindi rappresenta il potere legislativo. Nel caso italiano, essendo un sistema legislativo di democrazia rappresentativa parlamentare, è affidato al ParlamentoIl potere esecutivo è facile dire che appartiene al Governo, mentre i sudditi siamo noi, il popoloNella definizione generale data da Rousseau, in teoria il corpo sovrano, cioè quello che deve fare le leggi, è l’insieme di tutti i cittadini, che dovremmo essere noi, il popolo. Ma dato che siamo in democrazia rappresentativa e non diretta, noi scegliamo i nostri rappresentati da mandare in Parlamento per fare le leggi al posto nostro.

Allora, le elezioni politiche servono a definire i componenti del Parlamento e non, sottolineo non, i membri del governo. Quindi c’è da mettersi le mani nei capelli quando qualcuno dice che quando si va a votare si elegge il presidente del consiglio dei ministri. Questo a conferma della necessità di eleggere dei rappresentanti per fare le leggi.

Quando in un futuro lontanissimo ogni cittadino avrà le adeguate competenze per riuscire a dare il proprio contributo per l’elaborazione di una legge, allora si potrà parlare di democrazia diretta. Ad oggi siamo al punto che anche alcuni parlamentari non hanno tali competenze. Questo per farvi capire quanto siamo lontani da tale risultato.

L’altro punto che fa discutere è che alcuni governi o aspiranti governatori credono che siano loro a dover fare le leggi. La pratica maggiormente applicata negli ultimi anni per bypassare il Parlamento è il voto di fiducia.

"Senso di responsabilità"

Per farvi un esempio, il governo propone un disegno di Legge di bilancio, la famosa manovra o legge Finanziaria, che normalmente deve essere elaborata tramite emendamenti e poi votata dal Parlamento. Quello che è successo negli ultimi anni è che, per un motivo o per un altro, la maggior parte degli emendamenti vengono respinti oppure non vengono considerati perché esiste una scadenza temporale per approvare la Legge di bilancio.

Quindi per portarla a casa si pone la questione di fiducia, e cioè: il governo dice ai parlamentari “o votate la legge così com’è, oppure il governo va a casa e quasi sicuramente la legislatura finisce e anche voi parlamentari ve ne tornate a casa”. I parlamentari giustificano spesso il loro assenso a questa pratica attribuendola al senso di responsabilità.

governo

Crisi delle democrazia

La crisi della democrazia sta proprio qui: i parlamentari che noi eleggiamo hanno un valore estremamente ridotto, la maggior parte di loro si riduce a essere parte del gregge che deve eseguire i dettami del leader della forza politica di appartenenza.

A questo punto i lamenti delle persone sui politici non sono più giustificabili: i rappresentati che voi eleggete dovrebbero essere quelli che devono portare le istanze del vostro territorio di appartenenza in Parlamento. Invece queste persone vanno a votare per la forza politica per cui tifano, per il leader, perché oggi si tifa per i politici e non si vota per senso di rappresentanza.

Ma quel leader probabilmente non sa nulla del vostro territorio, non conosce i vostri problemi. Per cui spesso colloca come rappresentante semplicemente una persona di sua fiducia e non qualcuno che proponga soluzioni.

Quindi smettiamola di lamentarci dei politici, ma lamentiamoci del nostro atteggiamento superficiale, della nostra scarsa informazione e del credere passivamente a quello che viene detto in televisione e sui social dai politici.

Ricordate: l’ignoranza è una scelta.