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  • Categoria dell'articolo:Contratto sociale
  • Ultima modifica dell'articolo:8 Maggio 2021
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Il patto sociale è indistruttibile

Il patto sociale è indistruttibile: qualunque sia l’ordinamento legislativo che caratterizza uno Stato, ciò che vale sempre è che in esso il corpo politico rimane sempre unico e con una sola volontà. Questa volontà deve sempre avere come obiettivo comune la conservazione del patto sociale, che rappresenta la condizione di esistenza dello Stato.

Se il corpo politico acquisisse coscienza di quale sia il bene comune atto a garantire la sua conservazione, lo Stato a cui appartiene avrebbe bisogno di poche leggi per essere governato. Per contro, uno Stato nel quale ogni individuo pretende di governare se stesso senza tener conto del bene comune, è condannato a dissolversi.

Il patto sociale è indistruttibile - Episodio 7 "Il contratto sociale"

Esiste una gerarchia

Oggi esiste una composizione gerarchica nella suddivisione dei poteri a vari livelli, ma si mantiene sempre la connessione all’entità centrale. Immaginate che ogni città sia scollegata e non ci sia gerarchia. Significherebbe che lo Stato non esiste, ma anzi diventa Stato ogni singola città.

Scendendo ancora di livello c’è la famiglia e infine l’individuo. Se esso si considerasse Stato di se stesso non riuscirebbe a sopravvivere molto a lungo. Infatti non sarebbe in grado di garantire la sua conservazione con le sue sole energie e a soddisfare tutti i suoi bisogni.

Tradotto in termini semplici: se si continua a pensare che ognuno deve curare solo il proprio orticello senza partecipare alla vita pubblica, o è un parassita, o è condannato a regredire al primitivo stato di naturaQuesto si traduce nella distruzione della volontà generale che si evidenzia quando viene emanata una legge che favorisce l’interesse di un singolo.

Se almeno una persona avesse questo pensiero, vuol dire che qualcosa nello Stato si sta rompendo. Quindi significa che la volontà generale è stata sopraffatta.

patto sociale

Il patto sociale è indistruttibile: suffragi e Costituzione

I momenti in cui viene espressa la volontà generale sono i suffragi. È chiaro che non ci sarà mai unanimità. Di fatto può emergere che alcune volontà particolari vadano in contrasto con la volontà generale. Qualcuno può pensare che se dovesse sottostare a una volontà diversa dalla sua, allora non sarebbe più libero.

Questo non può mai accadere perché lo Stato, nella sua Costituzione, conserva sempre la volontà generale a cui tutti quelli che ne sono residenti devono sottostare. La Costituzione dello Stato è l’unica legge per cui ci deve essere consenso unanime, in quanto è garanzia di conservazione del patto sociale, e cioè di libertà e uguaglianza.

La libertà è minacciata quando si formano polarizzazioni, creando società parziali che si contrastano l’una con l’altra. Questo vuol dire che sarà necessario un numero maggiore di leggi per governare uno Stato. Più sono le leggi a cui si deve obbedire, minore sarà la libertà, e maggiormente ci si pone nella condizione di schiavo. Così il patto sociale sarà indebolito.

La serie di articoli relativi al Contratto sociale di Rousseau giunge al termine. Se siete interessati all’intera trattazione, vi consiglio di ricominciare dall’inizio per avere una maggiore comprensione. Qui invece troverete tutti gli articoli in cui abbiamo parlato di quest’ opera. 

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