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La morte dello Stato

La morte dello Stato esiste anche per il corpo politico. Come il corpo umano, anche il corpo politico possiede una durata di vita limitata. Non esiste una istituzione eterna.

“Non dipende dall’uomo prolungare la propria vita, ma dipende da loro prolungare il più possibile quella dello Stato.”

Questo è possibile solo grazie a una buona costituzione, a delle buone leggi. Infatti il potere legislativo è il cuore, mentre il potere esecutivo è la mente. Cito testualmente: 

“Il cervello può essere colpito da una paralisi, ma l’individuo continua a vivere. Un uomo resta imbecille e vive; ma appena il cuore cessa di funzionare, l’animale muore.”

La morte dello Stato - Episodio 6 "Il contratto sociale" di Rousseau

La morte dello Stato

Quindi è il potere legislativo che mantiene vivo uno stato, e se esso produce delle buone leggi, non vorrà poi revocarle. Se le leggi antiche sono considerate salutari, non verranno abrogate. Se invece esistono delle leggi che invecchiando si indeboliscono e non vengono sostituite, vuol dire che non c’è più potere legislativo e che lo Stato è morto. Per mantenere viva l’autorità sovrana quindi, è necessario che il corpo sovrano si riunisca in assemblee periodicamente. E più il governo è forte, più le assemblee devono essere frequenti.

Un altro indice di buon governo

Rousseau poi ci dà un altro indice di buon governo. Nel caso di uno Stato che comprende più città, e quindi sotto diverse autorità sovrane, è inevitabile che ci siano degli inconvenienti naturali, sia tra autorità locali, che tra l’autorità locale e quella centrale. In quel caso lui ci suggerisce sostanzialmente che tra le diverse autorità locali debba esserci equilibrio: stessi diritti, popolazione uniforme, stessa abbondanza e vita. Tutto ciò che non è l’Italia nei confronti delle sue regioni e l’Europa nei confronti dei suoi stati.

Critica alla democrazia rappresentativa

Come abbiamo detto in precedenza, il cuore di uno stato che ne rappresenta la vita è l’espressione della sovranità. Se la volontà si esprime con le leggi e se la volontà è inalienabile e non è rappresentabile, allora esiste una contraddizione nel fatto di avere dei rappresentanti.

Come la volontà particolare appartiene al singolo individuo ed è diversa da tutte le altre, anche la volontà generale appartiene solo al corpo politico. La sua rappresentazione sarà sicuramente diversa da quella originaria.

Qui nasce la critica alla democrazia rappresentativa e si richiama il concetto dell’uomo nato libero ma ovunque in catene. Se si appartiene a una comunità pubblica, dove il contributo del singolo deve dare maggior forza alla collettività che rafforza a sua volta i singoli, perché si continua a delegare?

Si è rinunciato ad esprimere la propria volontà in cambio della comodità. Si ha abdicato alla propria volontà in cambio di catene. Il momento in cui lo Stato inizia la sua agonia è quando si dice “che me ne importa?”. Si va dall’umanità nell’interesse pubblico verso l’unanimità nell’interesse privato. Ci si preoccupa più del guadagno che della libertà, confondendo il guadagno con la libertà.

morte dello stato

La morte dello stato e schiavitù

In epoche antiche, le società in cui esistevano ancora uomini liberi erano quelle in cui erano presenti gli schiavi e non avevano rappresentanti. Lo schiavo esegue le attività che devono liberare il tempo delle persone affinché siano libere.

E qui faccio una riflessione: è possibile ricostruire una società come quella dove tutte le persone siano libere mentre degli schiavi “artificiali” facciano le attività che normalmente occupano il nostro tempo? La domanda fondamentale è: esiste un vero progresso? Il progresso tecnologico si sta veramente preoccupando di creare una società libera? Cosa è il progressismo che spesso viene citato?

Quando lo Stato muore? Quando: gli interessi particolari acquisiscono priorità; le società parziali influenzano lo società intera; si creano polarizzazionila volontà generale cessa di esistere; non esiste più il compromesso.

Lo Stato morto continua esistere in una forma illusoria; non è più il contenitore di una società unita e altre volontà si pongono al di sopra di quella che ha costruito il patto sociale.

Vi consiglio questo interessante articolo per approfondire il tema.