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Le leggi

Le leggi sono l’espressione degli atti di sovranità. Nel precedente episodio abbiamo visto che deve essere il corpo politico, inteso come corpo sovrano, a emettere atti di sovranità su se stesso. Il patto sociale ha dato vita ed esistenza a tale corpo; gli atti di sovranità, e quindi le leggi, stabiliscono la sua volontà.

Abbiamo detto che la volontà generale è la sintesi di tante volontà particolari e non deve ammettere società parziali. Quindi il popolo assume una duplice funzione, o meglio si instaura un rapporto inteso sotto due punti di vista: quando emette un atto di sovranità lo destina verso se stesso.

Le leggi - Episodio 3 "Il contratto sociale"

Leggi e legislatori

La volontà generale che delibera lo fa su una materia o su problemi di validità generale. L’atto di sovranità che ha questa caratteristica è appunto una legge.

Tutti conosciamo la frase “la legge è uguale per tutti”: questo vuol dire che viene applicata in modo equivalente a tutti i cittadini. Qualora dovessero esserci delle distinzioni, la legge può definire dei requisiti per distinguere diverse classi di cittadini, ma non può essere riferita ad individui in particolare.

Si pone il problema del fatto che il popolo sia sempre in grado esprimere la volontà generale e di identificare ciò di cui è bene per se stesso.  Rousseau definisce il popolo come una “moltitudine cieca che spesso non sa quel che vuole, la cui volontà è sempre retta ma il giudizio che la guida non è sempre illuminato”.

Il compito del legislatore deve essere quello di 

mostrarle il cammino giusto che essa sta cercando, di difenderla dalla seduzione delle volontà particolari e di bilanciare l’attrazione dei vantaggi presenti e concreti con il pericolo dei mali lontani e nascosti.

Il legislatore deve privare il cittadino della propria forza naturale e dargliene un’altra che non può usare senza l’aiuto degli altri. L’obiettivo è che la somma di queste nuove forze deve essere maggiore della somma delle forze naturali.

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Difficoltà del legislatore

Questa è un’impresa assai complicata. Il legislatore deve capire se il popolo è capace di sopportare le leggi che vuole emanare. Il problema è che esso col tempo diventa incorreggibile e non è scontato riconoscere se il popolo è sufficientemente maturo per determinate leggi.

Ma il fine ultimo di ogni legislatore e del sistema legislativo è quello di garantire libertà e uguaglianzaPer libertà si intende quella civile, cioè quella che un uomo guadagna rinunciando al proprio stato di natura e che è limitata dalla volontà generale. Per uguaglianza si deve intendere che non deve esistere un uomo talmente ricco da poterne comprare un altro o talmente povero da essere costretto a vendersi.

Le modalità con cui raggiungere questo obiettivo dipende dal carattere e dalla situazione locale del popolo. Per esempio se si vive in un paese il cui terreno è sterile, bisogna puntare su industria o arte, scambiando ciò che si produce con ciò che manca. Se invece si gode di fertili pianure, si dovrebbero curare le leggi sull’agricoltura ed evitare di distruggerle con le fabbriche.

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