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Limiti dell'economia sulla soddisfazione

Limiti dell’economia sulla soddisfazione: perché l’economia non può essere considerata come fonte assoluta di soddisfazione per l’essere umano? Scopriamolo in questo articolo!

Economia: i suoi limiti per la soddisfazione umana

Limiti dell'economia sulla soddisfazione: l'uomo non è fatto solo di economia

Nei precedenti articoli abbiamo visto quali sono le componenti che costituiscono la soddisfazione delle persone. La soddisfazione dipende specialmente dal nostro stato neurofisiologico, dallo stato di eccitazione che cambia in funzione delle stimolazioni che riceviamo dal mondo esterno.

Abbiamo visto che la noia è uno stato di eccitazione stazionario causato da assenza di stimolazioni, mentre il piacere è un aumento del livello di eccitazione in seguito ad uno stimolo di cui siamo sufficientemente in grado di elaborarne le informazioni.

In questo articolo valuteremo i limiti dell’economia sulla soddisfazione delle persone, cercheremo di capire come influisce il nostro godimento e metteremo in discussione l’uso degli indici economici come indicatori assoluti di benessere.

Limiti dell'economia sulla soddisfazione

Soddisfazioni che non vengono dal mercato

Innanzitutto facciamo una importante distinzione: le soddisfazioni che vengono dall’economia sono solo quelle che passano dal mercato, cioè ciò che compriamo.

Esistono però degli elementi che non si possono comprare ma che comunque forniscono soddisfazione. Non passando dal mercato, queste componenti non possono essere quantificate e quindi non vengono considerate nel calcolo del PIL nazionale.

Uno di questi è l’autosufficienza. Il fatto di voler rimanere soli nella natura, fare esercizio fisico o meditare sono pratiche comuni che danno soddisfazione.

Un altro esempio è la stimolazione reciproca tra persone. Dialogare con gli altri, passare del tempo con gli amici o con il proprio partner. La stimolazione viene quasi sempre dalla novità e le azioni e l’immaginazione umana danno sempre un grande contributo.

Poi ci sono le esternalità positive e negative. L’arredo urbano e i beni culturali possono appagare la vista dei passanti, mentre una discarica nei pressi della propria abitazione reca un forte disagio.

Inoltre abbiamo i beni e i servizi non di mercato, per esempio i beni prodotti da animali da fattoria o semplicemente cucinare una pizza in casa.

Soddisfazione del lavoro

Anche il lavoro in sé è una fonte di stimolazione. Al di là del prodotto economico risultante dal lavoro, che contribuisce al calcolo del PIL, esso può essere più o meno soddisfacente in funzione del lavoro che viene svolto. Assumere che tutti i lavori sono spiacevoli non è corretto, altrimenti non si spiegherebbero le innumerevoli ore impegnate nel volontariato, nelle associazioni o nei progetti personali.

Sicuramente esistono tanti lavori spiacevoli, che come abbiamo detto portano alla noia. Non sono stimolanti, perché ripetitivi, troppo facili. C’è un eccesso di specializzazione per la quale la singola persona ripete la stessa operazione per una infinità di volte.

Un dato di fatto è che i lavoratori autonomi lavorano molto di più dei dipendenti. Essi non devono eseguire ordini imposti da altri e devono sempre stimolare la loro creatività per affrontare nuove sfide. Tutto ciò è fonte di soddisfazione.

Limiti dell'economia sulla soddisfazione: perché il PIL è così importante?

Alla luce di quanto detto fin qui, ci poniamo la seguente domanda: se esistono così tante componenti che contribuiscono alla soddisfazione umana, perché diamo così tanta importanza al PIL?

Se consideriamo che alla soddisfazione fisiologica dell’uomo partecipano tutte le esternalità che abbiamo citato, e possiamo tirare in ballo l’ambiente, i diritti civili, le libertà di iniziativa, la riduzione delle disuguaglianze, l’istruzione e la salute, parlare solo di componente economica è pura miopia e vuol dire considerare le persone solo come macchine di produzione di beni economici.

Aumento del valore del tempo libero

Ma andiamo per gradi. Se volessimo ragionare come dei puri economisti, l’incremento degli stipendi ha aumentato il prezzo del tempo libero, perché il tempo libero si sostituisce al tempo lavorato. Se ad esempio guadagniamo 10€ l’ora, lavorare un’ora in meno comporta una perdita di 10 €.

Assumendo che il lavoro sia spiacevole, è ovvio che le persone sceglieranno di lavorare meno quando il reddito aumenta. Per cui, soprattutto in ambito manifatturiero, si è verificata una riduzione della giornata lavorativa. Questo implica che negli anni la quantità del nostro tempo libero è aumentata notevolmente.

Alcuni dati

Facendo un rapido calcolo, usando dati del 2017 (fonte Istat e fonte World Economic Forum), assumendo che il prezzo di un’ora di tempo libero è uguale al prezzo di un’ora di lavoro, scopriamo che solo dal punto di vista economico, il valore del tempo libero è quattro volte il valore del lavoro.

Se aggiungiamo il valore non quantificabile delle soddisfazioni e delle esternalità non misurabili economicamente, allora vediamo che il contributo del reddito sul benessere dell’uomo rappresenta solo una piccola parte.

Esempio con dati 2017

Qualcuno potrebbe pensare: “ciò di cui godiamo nel tempo libero però lo compriamo col nostro reddito” quindi in qualche modo il benessere che ottenete nel tempo libero dipende da ciò che guadagnate nel tempo lavorato.

Questa affermazione è falsa, perché il rapporto tra valore del tempo libero e reddito è indipendente dalla paga oraria e quindi dalla quantità di bene e servizi che potete comprare a parità di ore lavorate. L’unico modo per far risultare vera questa affermazione è allungare la giornata di lavoro.

Ma se si riduce il tempo libero in cui si consumano beni e servizi, o se ne comprano meno oppure si comprano quelli più costosi.

Esempio alternativo

In questa tabella è stata fatta una simulazione inserendo dei dati fittizi per dimostrare quello che si stava dicendo. Quello che è stato fatto è aumentare la retribuzione oraria a 15 € ( + 33,3%) e incrementare le ore annue lavorate (da 1723 a 2000, +16,07%).  Come si può osservare dai risultati, nonostante questi non trascurabili incrementi, il valore percentuale del reddito subisce un aumento relativamente modesto (+3.16%). Attenzione: la media delle ore giornaliere lavorate passa da 5,7 a 6,62. Si definisce così un allungamento della giornata lavorativa “medio“: potrebbe voler dire che le classiche 8 ore da ufficio diventerebbero così 9, 10 o anche di più.

Conclusioni

Per quanto costosi possano essere, la soddisfazione che se ne trae in termini fisiologici è limitata nel tempo, perché come abbiamo visto il desiderio del piacere è insaziabile, quindi si avrà necessità di comprarne altri e altri ancora. Allora ti chiedo “Avrai abbastanza soldi?”, “Avrai abbastanza tempo per guadagnarne altri?”

Considerando che esiste un limite fisico di ore in una giornata, si conclude che il reddito dà un contributo limitato alla soddisfazione dell’essere umano.

Se aggiungiamo anche il fatto che le soddisfazioni economiche producono esternalità negative come inquinamento e danni ambientali, possiamo dire che esse globalmente non possono essere considerate come la fonte assoluta di soddisfazione.