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Esercito industriale di riserva

Esercito industriale di riserva: cos’è e come si forma?

Abbiamo visto che il processo di accumulazione fa variare il rapporto che c’è tra mezzi di produzione e capitale umano nel capitale complessivo. Progressivamente, con il capitale totale crescente, cresce la quota di mezzi di produzione in rapporto a quella di capitale umano.

Questo però non vuol dire che il capitale umano necessario diminuisce in modo assoluto. Immaginate una torta divisa in due: il pezzo che riguarda i mezzi di produzione cresce sempre di più rispetto a quello del capitale umano. Ma la torta cresce interamente. Quindi il pezzo di capitale umano che si avrà dopo la crescita sarà sicuramente più grande del pezzo che avevo prima. Questo implica che sarà necessario un numero di lavoratori sempre maggiore che deve essere a disposizione del capitale.

Si verifica allora che a tendere, l’aumento di lavoratori necessari al capitale creerà anche un numero di lavoratori in eccedenza. Considerate per esempio quando si verifica una crisi. In quel caso c’è una diminuzione di domanda, per cui sarà necessario limitare la produzione, e se questo accade molti lavoratori verranno mandati a casa. La crescita allora ha creato una grande massa di lavoratori che nei momenti di crisi non servono più formando un vero e proprio esercito industriale di riserva.

Esercito industriale di riserva - Episodio 9.6 "Il capitale"
esercito industriale di riserva

La guerra tra poveri

Quando la domanda torna a salire, dovranno essere assunti nuovi lavoratori che dovranno rimpiazzare quelli che c’erano prima. Per permettere che il capitale cresca di nuovo i nuovi lavoratori dovranno costare di menoL’esercito industriale di riserva allora è un patrimonio a favore dei capitalisti, perché in esso esiste la concorrenza… la famosa guerra tra poveri.

Rimpiazzare i lavoratori con nuova forza lavorativa a basso costo è ciò che produce anche il movimento della massa degli uomini: quelli che prima erano stati licenziati emigreranno all’estero in cerca di maggiori fortune, andando a favorire la crescita di altri capitali. Questi devono essere rimpiazzati e si punterà su coloro che arrivano da paesi più poveri che ovviamente si accontenteranno di un salario più basso.

Accade allora che il capitalista ha rimpiazzato la forza lavorativa che aveva prima con una di quantità maggiore, allo stesso prezzo o magari pagando anche menoSuccede anche che l’esercito industriale di riserva applica una pressione sui lavoratori impiegati sotto forma di concorrenza, e spesso capita che essi si ritrovano costretti a lavorare di più e gratis per conservare il loro posto.

Per esempio si chiede al lavoratore di fare mansioni che non gli spettano, di lavorare più ore gratis o altre cose non previste dal contratto. Se il lavoratore si dovesse rifiutare, il datore di lavoro potrebbe dire: “se non lo fai tu c’è un sacco di gente fuori che vorrebbe lavorare al posto tuo”.

Allora si tende a lavorare di più, aumentando la produttività del lavoro, favorendo la crescita del plusvalore e quindi l’accumulazione capitalistica. Si ripete il ciclo.

I lavoratori, con il loro eccesso di lavoro non pagato, diventano essi stessi la causa dei loro mali. Mentre i ricchi diventano più ricchi, i poveri diventano meno poveri.

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