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Plusvalore assoluto (Valore aggiunto)

Come si forma il plusvalore assoluto o valore aggiunto? Quello che verrà detto in questo articolo è fondamentale per la comprensione di quello che verrà spiegato successivamente riguardo Il Capitale. 

Un qualunque processo di produzione si compone generalmente di tre elementi: la materia prima, che può essere naturale o derivata da un precedente processo di produzione; i mezzi di produzione, il cui livello tecnologico è funzione dell’epoca che si prende in considerazione, e la forza lavorativa.

Il loro valore d’uso per il capitalista è sostanzialmente lo stesso, cioè quello di produrre una merce con un nuovo valore di scambio partecipando al processo produttivoIl loro valore di scambio invece è sempre definito dal tempo di lavoro necessario per produrli, e in particolare per la forza lavorativa è uguale al tempo di lavoro necessario a produrre i suoi mezzi di sussistenza.

Plusvalore assoluto (Valore aggiunto) - Episodio 5 "Il capitale"

L'esempio dei filati

Riporto qui l’esempio di Marx sui filati, e consideriamo che siano valutati in euro per una più semplice comprensione. 

Per produrre filati, il capitalista ha bisogno di cotone come materia prima, di fusi come mezzi di produzione, e di forza lavorativa. Egli li acquista sul mercato al loro valore di scambio. Supponiamo 100g di cotone a 10€, un fuso a 2€.

Nel caso della forza lavorativa, il capitalista la paga al valore dei mezzi di sussistenza per garantire la conservazione del lavoratore per 24 ore, di cui lui è proprietario di 8 ore. Ipotizziamo per essa un valore di 10€. Assumiamo che il tempo necessario per produrre i mezzi di sussistenza di cui ha bisogno il lavoratore sia 4 ore di lavoro. Allora altri lavoratori hanno prodotto in 8 ore le risorse per il sostentamento di 2 persone.

Facendo l’ipotesi che il valore del lavoro sia uguale, tali valori vogliono dire che in 100g di cotone è oggettivato il tempo di lavoro necessario a produrre mezzi di sussistenza per un giornonel fuso è oggettivato ⅕ di tale tempo. Quindi altri lavoratori hanno dovuto produrre 5 fusi per ottenere il valore dei loro mezzi di sussistenza.

Torniamo al filato. Per produrne uno sono necessari 100g di cotone, 1 fuso e 4 ore di lavoro. Allora il suo valore sarà uguale a 10€ derivanti dal cotone, 2€ dal fuso e 10€ da per la forza lavorativa, per un totale di 22€.

Il plusvalore assoluto nasce dall'acquisto dell'intera giornata lavorativa

C’è qualcosa che non quadra per il capitalista. Non si può ottenere alla fine del processo lo stesso valore del capitale anticipato. 

Bisogna fare un’osservazione. Il capitalista paga il lavoratore per garantirgli i mezzi di sussistenza per 24 ore. Il loro valore è prodotto in mezza giornata lavorativa, cioè 4 ore. Ma il capitalista ha comprato 8 ore della giornata del lavoratore. Nelle 4 ore rimanenti si può produrre un ulteriore filato. Per cui anticipando altri 100g di cotone e un altro fuso, con quelle 4 ore si può produrre un altro filato. Ma il suo valore sarà pari solo ai 10€ del cotone, più due del fuso. 

Per il secondo filato il capitalista spende solo 12€, ma sarà rivenduto a 22€ in quanto si include anche il valore del lavoro. Si realizza quindi il plusvalore di 10€. E’ stato creato nuovo valore che da ora in avanti chiameremo plusvalore assoluto.

plusvalore assoluto

Il tempo genera plusvalore assoluto

A prescindere dal lavoro che venga fatto e dal suo livello di difficoltà, quello che conta è che il contributo che il lavoratore dà in termini di valore è il tempo. Il tempo assorbito in un determinato prodotto ne fa incrementare il valore.

Capitale costante, capitale variabile e saggio del plusvalore

A tal proposito viene definita anche la differenza tra capitale costante e capitale variabile.

Il capitale costante è rappresentato dai mezzi di produzione, ossia la materia prima, le materie ausiliarie e i mezzi di lavoro, che con il loro logoramento trasferiscono parzialmente il loro valore al nuovo prodotto fino a quando non saranno più utilizzabili, cioè quando il loro valore d’uso si sarà consumato.

La forza lavorativa è il capitale variabile, in quanto aggiunge plusvalore in funzione del tempo maggiore o minore nel quale tale forza viene utilizzata. Infatti Marx definisce una grandezza che rappresenta sostanzialmente l’indice di sfruttamento della forza lavorativa, cioè il saggio del plusvaloreEsso è definito come il rapporto tra plusvalore e capitale variabile. Nell’esempio del filato, il plusvalore risultante è di 10€, il capitale variabile cioè quello che ha pagato il capitalista al lavoratore è 10€, per cui il saggio del plusvalore è 100%. Ad esso si associa anche il pluslavoro, cioè quanto il lavoratore ha lavorato in più rispetto al tempo necessario. 100% vuol dire che il lavoratore ha lavorato mezza giornata per se e mezza per il capitalista.

Un ulteriore approfondimento potete trovarlo cliccando qui.