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Riproduzione semplice del capitale

Riproduzione semplice del capitale: cosa si intende e come ci si approccia alla creazione del ciclo di accumulazione capitalistica.

Il processo di accumulazione del capitale è l’essenza del capitalismo liberale. Quindi si inserisce come componente fondamentale nella determinazione della crescita economica. 

L’accumulazione di capitale ha inoltre degli impatti sociali molto forti che hanno cambiato profondamente la vita delle persone e degli Stati. Infatti, quella che in realtà viene vista banalmente come un’accumulazione di ricchezza ha determinato lo spostamento di grandi masse di lavoratori.

Riproduzione Semplice - Episodio 9.1 "Il Capitale"

Riproduzione semplice del capitale: processo ciclico

L’accumulazione è un processo ciclico: la prima fase è l’acquisto di mezzi di produzione e forza lavoro. La seconda fase è il processo di produzione delle merci; la terza è la loro vendita. 

Il plusvalore prodotto nei casi reali viene di diviso tra i diversi soggetti che partecipano al processo di produzione. In questa sede, per semplicità assumeremo che il plusvalore sia associato ad un singolo imprenditore.

Quando nel processo ciclico l’imprenditore non reinveste parte o tutto il plusvalore guadagnato si parla di riproduzione semplice del capitale. In questo caso l’imprenditore investe sempre la stessa quota di capitale. Quindi il plusvalore ottenuto lo consuma per se stesso, facendolo diventare il suo reddito.

riproduzione semplice del capitale

Consumo produttivo e individuale

Condizione necessaria della riproduzione semplice del capitale è che sia sempre disponibile sul mercato forza lavorativa

Come già detto, parte del capitale anticipato come capitale variabile è necessaria per far si che la forza lavorativa si riproduca ciclicamente insieme al capitale. Quindi sia l’accumulazione sia la generazione di forza lavorativa (capitale umano) sono processi ciclici. Vedremo che sono strettamente collegati.

La forza lavorativa è una vera e propria merce consumata dal capitalista per produrre valore. Infatti, tale consumo è di due forme:

  • una è il consumo produttivo, cioè tramite il suo lavoro il lavoratore consuma i mezzi di produzione e le materie prime per produrre valore; 
  • l’altra è il consumo individuale, dove sostanzialmente il lavoratore consuma i mezzi di sussistenza per conservarsi e riprodursi, simili alle macchine che per funzionare necessitano di acqua, olio e carburante.

Allora il consumo individuale del lavoratore indirettamente deve preservare la produttività che il capitalista richiede. Quindi l’obiettivo del sistema capitalistico è fornire al lavoratore un valore in salario che gli consenta di rimanere produttivo.

Questo implica che paradossalmente se un aumento di salario non generasse ulteriore produttività, o meglio, se un aumento di salario non consumasse una forza lavorativa maggiore, il capitale aggiuntivo investito verrebbe consumato improduttivamente, risultando come perdita per il capitalista.

Si vede quindi la principale resistenza degli imprenditori all’aumento del salario: esso è vincolato sostanzialmente all’aumento del plusvalore. Per un capitalista non è accettabile ridurre il suo margine di plusvalore per soddisfare i capricci dell’individuo, che indirettamente andrebbero ad accrescere le entrate di un altro capitalista concorrente.

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