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Consenso e pensiero di gruppo

Il consenso è un tesoro, muove le masse, conferisce potere. Quindi si deve fare di tutto per conservarlo.

Consenso - Episodio 5 "Psicologia sociale"

Consenso e pensiero di gruppo

Una volta che un gruppo o un organismo è riuscito a creare una rappresentazione sociale alla quale aderisce la maggioranza che tende a conformarsi, si crea un vero e proprio pensiero di gruppo.

Il pensiero di gruppo influenza i processi decisionali, ma soprattutto esso tende a conservare il consenso costruito per riuscire ad indirizzare la massa verso determinate decisioni, giuste o sbagliate che siano.

Il gruppo così formato è coeso, isolato, respinge i dissidenti e le minoranze. A capo c’è sempre un leader direttivo con predisposizione autoritaria e la condizione generale è stressante per i membri, anche se essi la accettano passivamente.

Il pensiero indipendente viene allora soffocato non tanto perché il leader cerca obbedienza, quanto perché i membri si sono identificati col gruppo a tal punto da non essere più capaci di pensare in modo autonomo.

Limiti dei gruppi affetti da consenso

Il gruppo viene allora sopravvalutato, creando eccessivo ottimismo rispetto alle sue decisioni e inoltre si crea una moralità interna facendo dimenticare valori etici condivisi dall’intera società.

Tende ad essere mentalmente limitato: non accetta osservazioni dall’esterno e piuttosto tende a giustificare le proprie criticità. Quindi si preoccupa più di conservare il consenso che di verificare la sua vera efficacia.

consenso

Come si conserva

Questi gruppi inoltre esercitano pressioni sui propri membri in diversi modi.

Il primo è l’autocensura: per conservare il consenso si devono filtrare informazioni dall’esterno che possano creare dubbi. Si esercita una imposizione diretta al conformismo, mettendo in guardia i dissidenti minacciandoli di essere esclusi. Ma c’è anche una imposizione indiretta attraverso il sarcasmo.

Infine si crea un’autosorveglianza, cioè alcuni membri vengono nominati come “guardiani” per garantire che le informazioni contro il gruppo non arrivino agli altri membri.

In alcuni casi queste dinamiche sono ben studiate e pilotate, in altri si vengono a creare automaticamente.

Effetti del conformismo sul gruppo

In ogni caso un gruppo nel quale si è radicato il conformismo verso una particolare rappresentazione sociale o verso un’idea a cui il gruppo deve aderire, può avere degli effetti disastrosi sia all’interno del gruppo che all’esterno.

Gruppi di questo tipo si deprimono nel loro consenso piuttosto che accettare nuove sfide. Le persone che hanno bisogno di sentirsi accettate allontanano pensieri alternativi considerandoli sgradevoli e denigrando chi li sostiene.

Inoltre si viene a creare un vero e proprio limite nella crescita dei singoli membri, perché emergono solo le informazioni condivise, mentre quelle non condivise restano soffocate, il che limita appunto la diffusione di conoscenze e competenze realmente presenti.

Come favorire il progresso?

Gruppi che si fondano sulla conservazione del consenso sono destinati a fallire nel lungo termine perché è impossibile che tutti siano sempre d’accordo. Se si agisce con l’illusione dell’unanimità, prima o poi il gruppo si romperà.

Cosa si può fare allora per favorire il progresso e per far si che il gruppo sia un ambiente sano e motivo di crescita per i suoi membri?

Bisogna evitare l’isolamento accettando esperti esterni; incoraggiare la critica e il dialogo favorendo attivamente il dissenso; ridurre al minimo l’autorità del leader e mettere in condizione i membri di esprimere dubbi e obiezioni senza paura.

Per approfondire l’argomento, consiglio questo articolo.