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Padroni o schiavi: quale futuro?

La previsione

Saremo padroni o schiavi? 

Si può vedere il futuro da diversi punti di vista, analizzando aspetti di diversa materia, ma la sostanza è che essi sono solo componenti di un corpo unico. Da sempre nella storia si è cercato di prevederlo, di anticiparlo, perché di fatto il futuro è il risultato dei comportamenti del presente, a tutti i livelli e per ogni epoca temporale.

È sia causa che effetto, è natura incontrastabile. Potrebbe sembrare che il genere umano sia l’unico responsabile dell’evoluzione della storia. Provate ad immaginare il pianeta Terra senza esseri umani. Milioni di anni fa accaddero eventi che cambiarono il corso di questo pianeta. Esisteva il tempo senza esseri umani, esistevano altri esseri. È sempre esistito un ecosistema fatto di animali, insetti, piante, che costantemente si è evoluto nel tempo, senza tecnologia. 

Anche all’epoca esisteva il concetto di futuro, che possiamo dire essere il nostro presente, nel quale ci siamo noi. Quello che facciamo oggi, i nostri comportamenti, le nostre scelte, determinano chi saremo e il nostro ruolo su questo pianeta. Abbiamo fatto in modo che il futuro possa essere previsto e in qualche modo calcolato, creando modelli che provano ad avvicinarsi alla realtà. Abbiamo sviluppato strumenti per farlo: la tecnica.

Ma attenzione: la tecnica, quindi la tecnologia, potrebbe renderci i padroni assoluti del mondo nell’eternità, o potrebbe essere essa stessa la causa della nostra distruzione. Già, perché il concetto stesso di padrone sottintende l’esistenza della sua controparte: lo schiavo.

PADRONI O SCHIAVI - UNO SGUARDO AL FUTURO

Il presente

Nelle civiltà antiche, lo schiavo era colui che si occupava di tutti i lavori domestici, meccanici, agricoli e di pesca. Veniva considerato un oggetto. Il suo padrone si occupava della vita pubblica e del funzionamento dello Stato. Doveva semplicemente curarsi della sua comunità.

Il rapporto padrone-schiavo si è modellato nel tempo, passando da una separazione netta verso un forma in cui l’uno e l’altro si mescolano, fino a scambiarsi i ruoli. La schiavitù contemporanea ha una forma indiretta: oggi lo schiavo non è colui che è di proprietà di qualcun altro, ma è l’individuo che riceve qualcosa in cambio di obbedienza. È diventata più dolce. Probabilmente è il risultato di un libero e inconsapevole accordo. Rousseau diceva: “L’uomo è nato libero, ma ovunque è in catene”.

Lo schiavo del presente viene formato anche per svolgere lavori meno faticosi. In parte si occupa anche della vita pubblica. In entrambi i casi, gli è stato conferito il ruolo di cittadino e può usufruire della tecnica e della tecnologia. La tecnologia dovrebbe aiutarci a vivere meglio. Dovrebbe essere il mezzo che rende sempre meno netto il rapporto tra padrone e schiavo.

padroni o schiavi

Padroni o schiavi: quale futuro?

La tecnologia sta avanzando sempre più velocemente, creando un mondo parallelo, un mondo virtuale. La tecnologia muta il valore delle cose in valore assoluto, ma non in valore relativo.

Relativamente agli uomini, dobbiamo chiederci: che rapporto avremo con la tecnologia negli anni che verranno? Quale sarà la proporzione padrone-schiavo a uomo-tecnologia?

Come ho già detto, le due entità padrone e schiavo sono sempre esistite e si sono evolute nel tempo. Oggi abbiamo il potere di decidere se saremo tutti padroni o schiavi della tecnologia. Quello che scegliamo oggi determinerà cosa saremo domani.

Possiamo decidere di diventare schiavi, vivendo dentro la tecnologia, abbandonandoci all’oblio dell’essere, obbedire a una comodità infinita che ci renderà incapaci di compiere anche il gesto più semplice. Diventare incapaci di esistere, di pensare, di vivere il tempo, lasciando ai nostri padroni di occuparci di noi, e accompagnarci dolcemente all’estinzione.

Oppure possiamo decidere se fare in modo che sia la tecnologia a lavorare per noi. E noi occuparci della vita pubblica, della comunità, di capire come continuare a far parte di questo mondo. 

Esisteva un tempo in cui la Terra e la natura hanno vissuto senza esseri umani. Allo stato attuale ne farebbe volentieri a meno. Non siamo indispensabili.