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  • Categoria dell'articolo:Utilità e valore
  • Ultima modifica dell'articolo:16 Aprile 2021
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Teoria dell'utilità marginale

La teoria dell’utilità è fondamentale per le scelte economiche. Il problema fondamentale dell’economia è la massimizzazione del piacere. La merce è qualsiasi oggetto in grado di creare piacere o allontanare una pena, che sia soddisfazione di un bisogno di prima necessità o anche di tipo voluttuoso. Quindi sulla base di cosa viene definito ciò che utile e che dà godimento? Questa è una domanda estremamente complessa alla quale diverse discipline hanno provato a dare una risposta.

Teoria dell'utilità - Episodio 2 "Utilità e Valore"

Legge del consumo

La questione è molto più complessa e non basta una singola disciplina per avere una soluzione. Costruire una soluzione definitiva sulle ipotesi fatte una una singola disciplina può avere effetti distruttivi. Infatti l’economia ha provato a dare la sua risposta, e ha costruito un intero modello di produzione sulla base di quella. Tale risposta è la legge del consumo:

“L’uomo è dotato di bisogni e desideri che devono essere soddisfatti. Tutto ciò che è in grado di farlo è utile e assume il ruolo di merce. Quindi, il piacere che il consumo di una merce è in grado di dare ne definisce la sua utilità e quindi il suo valore.”

La legge del consumo si basa anche sul fatto che le persone sono insaziabili, necessitano di varietà in ciò che consumano. Allora più diventa semplice soddisfare un determinato desiderio, più si tenderà a voler soddisfare uno nuovo per raggiungere il godimento.

Quindi le persone hanno la tendenza a dare per scontato ciò di cui possono usufruire facilmente, dandone un valore relativamente più basso. Infatti nella teoria del consumo si dice anche che la soddisfazione di bisogni più raffinati, come arte e cultura, nascono solo se vengono soddisfatti quelli primari.

Teoria dell'utilità in funzione della quantità

L’utilità di una merce allora non è una qualità intrinseca, non è il valore d’uso come direbbe Marx. Essa dipende dal fatto di possedere già una maggiore o minore quantità di quella merce. Quindi se si possiede una quantità di merce tale da consentire di mangiare un anno intero, l’utilità di una quantità aggiuntiva di merce risulta molto bassa. Al contrario, se si ha poco cibo con cui si riesce a mangiare solo mattina e mezzogiorno, una ulteriore quantità che consentirebbe di mangiare anche la sera assumerà una utilità elevata.

teoria dell'utilità

Se osserviamo questo grafico possiamo intuire in modo semplice il concetto di utilità. Nell’immagine potete vedere una quantità di cibo per esempio divisa in dieci parti. Mano mano che la quantità aumenta, l’utilità dell’ultima porzione di cibo tenderà a diminuire. L’utilità sarà allora tendenzialmente decrescente con la quantità. L’utilità totale sarà la somma dell’utilità di tutte le porzioni di cibo. Il rapporto tra la quantità di una delle dieci porzioni di cibo e la sua rispettiva utilità ne definisce il grado di utilità.

Grado finale di utilità

Ciò che muove il mercato in realtà è sempre l’ultima aggiunta. Se devo decidere di comprare o no qualcosa, lo faccio in funzione della quantità che già posseggo. Quindi valuterò l’utilità dell’aggiunta di una ulteriore quantità di quella cosa. In questo caso parliamo di grado finale di utilità. Se di una merce ne posseggo una quantità che per me è abbastanza, averne un po’ in più sarebbe del tutto inutile. Quindi il grado finale di utilità dipende dalla quantità iniziale di quella merce.

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