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"Azione e discorso sono le modalità in cui gli esseri umani appaiono non come oggetti fisici, ma in quanto uomini".

“Gli uomini possono benissimo vivere senza lavorare, costringendo gli altri a lavorare per sé, possono decidere di fruire delle opere e godere del mondo senza aggiungere da parte loro nessun oggetto… ma una vita senza azione e discorso è morta per il mondo, ha cessato di essere una vita umana perché non è più vissuta tra gli uomini”.

8. Azione e discorso - Vita Activa, Hannah Arendt

Queste due frasi sintetizzano l’essenza del concetto che aveva Hannah Arendt di azione e discorso.

Infatti agire significa “prendere iniziativa, iniziare, condurre” andando contro la statistica e la normalità. Il nuovo sancito dall’azione è improbabile e assume la forma di un miracolo.

Azione e discorso sancisono la pluralità

L’azione deve essere necessariamente accompagnata dal discorso, dal pronunciamento della parola, la quale realizza la condizione umana della distinzione e della pluralità.

Quindi la parola è lo strumento per esercitare la propria distinzione come uomo, è il modo con cui si esprime una volontà diversa dalle altre.

Altre attività come lavoro opera si potrebbero compiere in silenzio, ma l’azione deve essere accompagnata dal discorso in quanto insieme mettono al mondo l’essenza dell’individuo.

La parola contiene la propria rivelazione

Il discorso prevede l’uso della parola nella quale deve esserci la propria rivelazione. Inoltre la parola oltre ad essere pronunciata deve essere ascoltata, quindi è necessario essere insieme agli altri per assumere il senso di rivelazione.

Ma la presenza degli altri è necessaria ma non sufficiente. Se gli altri non sono disposti ad ascoltare, l’azione perde il suo significato originale e si riduce ad un mezzo per raggiungere uno scopo, proprio dell’opera e del lavoro.

Le relazioni producono storie

Quindi azione e discorso, insieme all’ascolto, conferiscono alle cose del mondo le qualità necessarie per mettere in relazione gli uomini.

In ogni caso, l’intreccio delle relazioni umane non è vincolato dal mondo materialistico; è sufficiente che siano insieme e che le loro azioni producano nuove storie. Una relazione che non produca storie non può essere definita tale.

Esse possono essere trascritte, ma non necessariamente subiscono la reificazione tipica dell’opera.

Le storie non sono opere in precedenza pianificate, infatti non sono prodotte dall’agente ma da chi osserva e ascolta. Nessuno è autore della propria storia.

Azione e discorso

Per essere parte di una storia il soggetto deve necessariamente mettersi in relazione con gli altri con l’azione e il discorso, così da poter rivelare sé stesso.

Nella condizione della rivelazione è intrinseca la virtù del coraggio, senza il quale non si riuscirebbe a lasciare la sicurezza della propria sfera privata.

Il soggetto, rivelandosi, permette agli altri di scrivere la sua storia.

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