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Come si colloca la vita privata nella dimensione politica?

Per capire la distinzione tra vita privata e vita pubblica, si può far riferimento alla differenza tra sfera domestica e polis.

La vita privata intesa come sfera domestica è quella dimensione in cui si fa fronte alla necessità della vita. In essa si creano le condizioni per soddisfare i bisogni primari e per provvedere alla sopravvivenza.

Sfera domestica e polis

In un’epoca non troppo lontana, nella sfera domestica si distinguevano chiaramente i ruoli dell’uomo e della donna. Il primo doveva lavorare per procurarsi i mezzi di sostentamento, mentre la donna provvedeva a mettere al mondo i figli per conservare la specie.

La sfera pubblica nell’antichità si identificava nella polis il cui accesso era riservato agli uomini liberi. La libertà era la condizione in cui non era più necessario spendere del tempo per provvedere alle necessità, ma ci si dedicava interamente alla vita della comunità.

Vita privata e libertà

Quindi la vita privata è la condizione necessaria per avere una vita pubblica. La vita privata diventa, per l’uomo libero, quello spazio in cui può ritirarsi per provvedere a sé stesso andando oltre i bisogni primari e alla conservazione.

Infatti chi ha solo una vita privata, nel senso che non può o è limitato, volontariamente o involontariamente, ad accedere alla vita pubblica, non è libero. Questa è la condizione più vicina a quella dello schiavo.

Allora lo schiavo non è libero solo perché vive in funzione della sua necessità di conservare la vita. Egli non è libero perché vive per lavorare e consuma quello che gli basta per rimediare alle sue “sofferenze”.

vita privata

Lo schiavo moderno

Oggi, secondo questa assunzione, si può essere schiavi anche essendo “ricchi”: infatti la qualità di schiavo viene assegnata in relazione all’uso del proprio tempo limitato.

Quindi si potrebbe considerare schiavo chi lavora un numero eccessivo di ore e si ritira nella vita privata per provvedere al piacere e all’intrattenimento utili a compensare la fatica patita durante il giorno.

Infatti lo schiavo moderno può intrattenersi con altri schiavi come lui. Ma queste figure non hanno nessun peso nella vita pubblica e ignorano la propria condizione.

Allora, in questi termini, la condizione necessaria per la libertà è la disuguaglianza: infatti, gli schiavi provvedono alle necessità da estinguere nella sfera privata per liberare i “capofamiglia”.

Il capofamiglia dell’epoca antica veniva così liberato dalla privazione, quindi dalla vita privata stessa, ed entrava nella dimensione in cui poteva esercitare la sua influenza nelle decisioni di interesse collettivo.

L'influeza della società

Quindi le persone che non vanno (o non possono andare) oltre la loro vita privata si possono considerare prive (o private) di azione e discorso che siano influenti nella vita pubblica. Esse rimarranno inascoltate e saranno costrette a subire l’onda d’urto delle influenze della società.

La nascita della società ha abbattuto la differenza tra vita pubblica e privata. Quindi la gestione della casa e le faccende familiari sono diventate una questione “sociale” attribuibili alla sfera “nazionale”.

Infatti si parla di PIL e debito pubblico, a testimonianza del fatto che facciamo tutti parte di una grande famiglia allargata dove tutti dobbiamo provvedere alle necessità.

Allora parlando in questi termini, dove troviamo la separazione tra vita privata e vita pubblica? Quanto siamo obbligati a provvedere alle necessità e quanto tempo ci rimane per esprimere la nostra libertà?

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